Mhodì azienda ospitante corso per uffici stampa e media relations
Il corso è pensato a chi voglia avvicinarsi al mondo della comunicazione giornalistica : a chi opera in organizzazioni di tipo pubblico e privato e ha interesse ad acquisire e/o approfondire le tecniche e gli strumenti necessari per una comunicazione efficace . Possono partecipare anche neolaureati che in aula potranno apprendere le conoscenze utili per affacciarsi al mondo del lavoro, individuando l’ambito di maggiore interesse per la propria realizzazione professionale.
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Edutraining
Il caso dell’etichetta catanese Mhodì: usa internet, ma ci scherza su
L’articolo de La Sicilia,
di Giuseppe Attardi
Giovedì 29 Dicembre 2011
Vasco Rossi, dopo aver “abdicato” da rockstar, si è autoproclamato primo “social rocker”, smanettando su Facebook per tutto il forzato riposo legato alla malattia e poi alla convalescenza, con l’effetto di mandare in corto circuito giornali e siti con le sue esternazioni on line. Jovanotti, in una recente intervista, ha dichiarato che «un mondo senza internet per me è impensabile. Ogni tanto mi fermo a dire: porco cane!, c’è Internet. È una cosa che faccio giornalmente, come una preghiera. Una volta si cantava: fratello sole e sorella luna. Oggi io dico: fratello Internet e sorella connessione. È esagerato, lo so, ma è anche vero. Perché senza rete staremmo tutti peggio». E, in ogni pausa dell’Ora Tour, invia “tweet” con le sue impressioni e i suoi commenti.
Su Twitter, il social network che in questi ultimi tempi sta mettendo in ombra Facebook, Fiorello ha pianificato il successo del suo show #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend (il cancelletto # è un segno identificativo di Twitter) e continua a scorrazzare ogni mattina con la combriccola dell’edicola nella sua originale rassegna stampa, aprendo ai suoi “follower” anche l’intimità del focolare domestico. «Sono un po’ tardivo – confessa – Ho scoperto internet a 50 anni e adesso non me ne stacco mai».
Il successo di Fiorello e Jovanotti è il segnale più evidente del fatto che Twitter sta diventando pop. Sulla loro scia sono arrivati Jerry Calà che si presenta come hai tempi di “capito mi hai?”; Red Ronnie che cerca di farci dimenticare gli scivoloni politici della primavera scorsa; Claudio Cecchetto che dà il tempo come fosse in discoteca; e persino Ornella Vanoni per promuovere il suo ultimo libro (mentre Adriano Celentano ha optato per Facebook, con lo stesso intento di pubblicizzare il suo nuovo album). Per non parlare di giornalisti, calciatori e politici. E l’arrivo delle star sta facendo esplodere le iscrizioni. Tant’è che oggi se i tweet fossero davvero cinguettii, si sentirebbe un rumore assordante. Più di tre al secondo, duecento al minuto, dodicimila l’ora, solo di quelli in italiano. Per Twitter è “il momento Facebook” del 2009: ovvero quando, dopo »quell’estate, il “libro della facce” di Mark Zuckerberg è diventato popolare in Italia e tutti hanno cominciato a usarlo e un giorno si è scoperto che avevano aperto un profilo anche la nonna di 78 anni che in rete aveva ritrovato i compagni di scuola, e il nipotino che si era registrato mentendo sull’età per aggirare il divieto dei 13 anni. Insomma, tutti: il 93% di quelli che usano internet in Italia. Ora quel boom – sebbene con dimensioni ancora inferiori, si parla di uno a dieci – tocca al social network da 140 caratteri. Anche se in quello spazio di 140 caratteri ci stanno ormai un sacco di altre cose: dai “twitlonger” (tweet più lunghi) a link ad articoli, li clicchi e leggi un trattato se vuoi, dalle foto ai video.
Se Facebook è la piazza virtuale dove incontrare amici, Twitter è diventato un canale d’informazione a tutti gli effetti. Ci ragguaglia in tempo reale sulle rivoluzioni nel mondo arabo, indica quelli che sono gli argomenti d’attualità del giorno, è uno spazio globale per dibattiti, è fonte di notizie sia su quello che accade nel mondo sia sulle attività di un cantante, di uno scrittore, di un attore, di un calciatore, di un politico.
«Forse però è eccessivo affermare che non si può vivere senza internet. Io potrei viverci», obietta Mario Venuti, uno tra i pochi artisti siciliani ad avere un profilo su Twitter. E’ presente anche Carmen Consoli (anche su Facebook), ma i suoi “cinguettii” sono rari. Totalmente assente Franco Battiato. «Battiato e Carmen sono a-social network – ride Venuti – sono tendenti all’eremitaggio. Confesso di farne anch’io un uso moderato. Facebook non lo uso e c’è un amico che mi aiuta a decifrare questi meccanismi. Sono lento nell’impararli, per pigrizia soprattutto». Probabilmente è anche conseguenza del carattere siciliano, più aperto, più incline alla fisicità. «Forse è vero – ragiona l’ex Denovo – Non sono contrario ai social network, però la sera preferisco uscire e andare nei locali. Sono un social fisico, non virtuale».
Singolare la storia della Mhodì, etichetta discografica nata due anni fa a Catania. Internet è il suo campo d’azione: YouTube per far conoscere i video e le canzoni degli artisti nella scuderia, Facebook per lanciare campagne promozionali. «Ormai il mercato della musica è on line – spiega Giuseppe Strazzeri, fondatore dell’etichetta – i dischi si vendono sul web, la maggior parte dei negozi di dischi è in crisi o sta chiudendo, iTunes è il luogo deputato per aggiornarsi sulle ultime uscite e per vendere canzoni. La comunicazione è profondamente cambiata e anche noi operiamo all’interno del web».
Tuttavia, e qui sta la singolarità, l’ultima proposta della Mhodì è la canzone Online del gruppo Merce Fresca formato da sette ragazzi nisseni. Così viene annunciata: «Mal di testa, insonnia, ipertensione, affaticamento, ansia, disturbi gastrointestinali? Non preoccupatevi, probabilmente siete tecnostressati. Vittime inconsapevoli di quella vita tecnologica che aiutandovi vi sovraccarica d’informazioni digitali, non abbiate timore, però, Mhodì ha la cura adatta, cercatela su tutte le radio e le piattaforme digitali».
La cura è, appunto, una ironica e dissacrante canzoncina ska, accompagnata da un coloratissimo e divertente video, che mette alla berlina i cellulari, gli smarthphone, i netbook, i notebook, i tablet, tutti gli strumenti di comunicazione del terzo millennio, quelli che riempiono le nostre giornate con suoni, app, immagini, video, social network. «Troverò quale modo migliore per abbandonare questo mondo digitale, troverò la forza di comunicare usando ancora il cuore», cantano i Merce Fresca.
«La canzone gioca su questa dipendenza dalle tecnologie e da internet – racconta Strazzeri – E’ nata quasi per caso, mentre stavano tutti seduti in un locale con il telefonino in mano e tra tutti noi c’era il silenzio. Oggi può capitare che stai tutto il giorno al pc, a chattare su Facebook o a twittare, e poi quando due persone s’incontrano neanche si salutano».
E’ però grazie a Facebook e alla campagna di lancio partita lo scorso dicembre con un manichino su un pacchetto di sigarette che Online è diventata una canzone di successo che potrebbe adesso varcare la soglia del virtuale. Mercoledì 21 dicembre è infatti entrata in lizza nella selezione delle nuove proposte per Sanremo 2012. Anche questa su Facebook. Perché da quest’anno anche il Festival è diventato social, e sulla bacheca della pagina su Facebook in pochi giorni sono stati caricati oltre 560 video di giovani musicisti (moltissimi i siciliani) in lizza per un pass per il teatro Ariston.
Merce Fresca, Siamo “Online”….
Mal di testa, insonnia, ipertensione, affaticamento, ansia, disturbi gastrointestinali? Non preoccupatevi, probabilmente siete tecnostressati. Vittime inconsapevoli di quella vita tecnologica che aiutandovi vi sovraccarica d’informazioni digitali, non abbiate timore, però, Mhodì ha la cura adatta, cercatela dall’1 di dicembre 2011 su tutte le radio e le piattaforme digitali. La musica combatte lo stress, quella dei Merce Fresca ancora di più e non ha controindicazioni.
Videoterminali incandescenti, sguardi inchiodati agli schermi, cellulari impazziti, febbrili scambi di email: lo stress incombe. Chi meglio di 7 ragazzi, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, conosce questo mondo? È dalla loro vita quotidiana che nasce “ONLINE”, il nuovo ironico e dissacrante singolo dei Merce Fresca, che esplode con tutta la sua vitalità in un esilarante videoclip. Dove potete trovarlo? Naturalmente online, dal primo di dicembre, su tutte le piattaforme digitali e le radio.
A noi, della Mhodì, non piace contraddirci, ma giocare si! Ecco perché“Online”, sarà lanciato proprio sul web, diffuso attraverso i social network e i canali dedicati, con una campagna che della rete sfrutterà ogni potenzialità, proprio a testimonianza dell’inestimabile valore che la rivoluzione digitale ha portato nelle nostre vite, ove accompagnata da un uso responsabile e cosciente. Questa è la nuova sfida che la Mhodì, etichetta discografica catanese, lancia al mondo della musica. Mentre il mercato discografico scricchiola sotto gli attacchi dei pirati informatici, le grandi major smettono d’investire sugli artisti emergenti, e i talent scout abbandonano i locali underground per frequentare i salotti bene dei reality show, esistono ancora persone, professionisti e tecnici, che credono nei musicisti emergenti, nei progetti di qualità e nella forza comunicativa della musica. Mhodì, Comunicazione & Management, sceglie di mettere a disposizione della musica, una struttura, in grado di seguire il percorso artistico a 360° ed ancora una volta porta avanti una scommessa interamente made in Sicily, mirata, a colmare il vuoto che la promozione discografica ha lasciato nel sud Italia, con la produzione del secondo singolo dei Merce Fresca.
Loro sono in sette, provengono dalla provincia di Caltanissetta e dal 2005 si nutrono di musica, live ed amicizia. Non potevano scegliere nome più adatto perché è proprio l’allegra e spensierata freschezza – la stessa che ha conquistato noi della Mhodì, sin dal primo ascolto – a dargli quella trascinante forza comunicativa che, con un sound originale ed esplosivo, riesce a coinvolgere ogni ascoltatore. Dalla primavera del 2011 entrano a far parte del team Mhodì, facendosi conoscere dal largo pubblico con il brano “Evviva la Vita”, con un videoclip e l’omonimo tour estivo, che li ha portati a girare per tutto il territorio regionale. Oggi, salutano la fine del 2011 presentando il singolo e il nuovo videoclip: “ONLINE”, una simpatica cura contro lo stress della vita tecnologica.
SINGOLO e VIDEO
Se al lavoro perdete facilmente la concentrazione, se l’ansia è sempre dietro l’angolo, se vi sentite affaticati mentalmente, siete vittime di attacchi di panico, incubi, improvvisi guizzi di rabbia, se almeno una volta al mese prendete un giorno di ferie adducendo motivazioni improbabili, beh, allora ci sono molte probabilità che siate tecnostressati. Proprio come il malcapitato protagonista del nuovo singolo dei Merce Fresca.
Internet è stata una delle rivoluzioni umane più utili, è innegabile. I social network lo sono stati altrettanto. I cellulari, gli smarthphone, i netbook, i notebook, i tablet, tutti gli strumenti di comunicazione del terzo millennio, quelli che riempiono le nostre giornate con suoni, app, immagini, video; gli stessi che ci tengono in contatto con il resto del mondo annullando le distanze, accorciando le tempistiche; quelli da cui non riusciamo più a separarci, sono utili, è innegabile. Ma quante volte trascuriamo la vita reale, i rapporti interpersonali, per rifugiarci dietro uno schermo in un mondo fatto di circuiti?
Con “Online” i Merce Fresca regalano una lettura divertente, dissacrante, ironica, del fenomeno antropologico, importato dagli Stati Uniti, del “tecnostress”. Quel malessere che nasce dall’uso smodato delle nuove tecnologie e dal sovraccarico delle informazioni digitali, che colpisce giovani e meno giovani, nella vita privata o in quella lavorativa. Un modo simpatico che i Merce Fresca utilizzano per lanciare un messaggio: internet e i social network sono utili, ci piacciono, ma usateli con moderazione altrimenti la vita, quella reale, ne soffre.
Seguendo una linea stilistica coerente con il precedente singolo “Evviva la vita”, “Online”, si concretizza in un crescendo armonico ed allegro di suoni e ritmi, che toccano differenti generi musicali: dal rock steady al soul, dal reggae all’hip-hop, passando per lo ska, l’R&B, il funk e il blues. Il videoclip, diretto da Roberto Gallà, segue con ironia il brano, riproponendo le vicende quotidiane di un giovane malcapitato, affetto da una forma acuta di stress da connessione tecnologica. La sua vita è ossessionata dalla simpatica presenza del suo alterego virtuale e invasa dalle azioni dei compagni di scorribande mediatiche. Immagini, sketch e situazioni che lo accompagneranno a compiere un rito catartico di liberazione dalle sue ossessioni virtuali …
Merce Fresca – Siamo quasi… “ONLINE”
Merce Fresca – Siamo quasi… “ONLINE”
in uscita il nuovo singolo dei Merce Fresca…rimanete Collegati
Evviva la vita tour

SAN CATALDO. La grintosa band “Merce Fresca” chiude il tour estivo “Evviva la vita” con un concerto. L’ultima tappa, dopo aver ricevuto applausi in giro per la Sicilia, sarà San Cataldo. Venerdì prossimo, infatti,i sette musicisti che compongono questo affiatato gruppo nato nel 2005, a partire dalle ore 21.30 si esibiranno all’Eni Cafè. Reduci da una entusiasmante tournée che -
passando dal Porto di Catania – ha toccato persino il teatro greco di Siracusa dove la band nostrana s’è esibita lo scorso 16 agosto, i Merce Fresca hanno dimostrato di piacere al pubblico giovanile isolano e non solo. Il loro ultimo singolo, “Evviva la
vita” appunto, è un vero e proprio inno alla voglia di vivere nonostante tutto. Un invito che si muove sulle sette note carico di speranza. Rivolto a chi, nonostante l’attuale crisi che investe più fronti e colpisce maggiormente il mondo giovanile, ha la voglia e la forza di cantare, ballare per continuare a sperare. Malgrado tutto, insomma, alzarsi e per gridare a squarciagola “evviva la vita”. Anche stavolta il concerto di San Cataldo uscirà fuori dai classici schemi. Uno spettacolo travolgente che offrirà una selezione di pezzi inediti, alternando i celebri brani d’autore del panorama musicale italiano ma rivisitati in linguaggio Merce Fresca. Sonorità che arriveranno dall’estro di Lorenzo Ciulla, voce, Donato Emma alla batteria, Leandro Emma alle tastiere,Michele Gangi al sax, Gianluca Genova alla chitarra, Massimo Mascara alla tromba e Peppe Sferrazza al basso. E può capitare che in una sera la band sia in grado di spaziare dal sound al rock steady fino al soul, senza tralasciare il pezzo funk o armonizzare le orecchie col blues, fino allo Ska. Ma il campionario dei Merce Fresca offre anche hip-hop, swing e rhythm and blues.
VA. MA.
Reading performativo “I dolenti versi di un poeta. Paolo Maura 1638-1711″

A trecento anni dalla morte del poeta menenino Paolo Maura, massimo rappresentante della poesia siciliana satirico burlesca del seicento, l’Associazione “La Bottega di Orpheus” ha debuttato per il “Circuito del mito” a Piazza Armerina (EN) – Atrio Biblioteca Comunale – Sabato 23 luglio c.a. alle ore 21:30, con “I dolenti versi di un poeta. Paolo Maura 1638-1711”, un reading performativo che aveva lo scopo di valorizzare, in una forma originale, l’opera del Maura. Come riporta un comunicato stampa pubblicato dall’Associazione “La Bottega di Orpheus, l’intreccio dello spettacolo è lo stesso di quello della vita del poeta, sospeso tra storia e leggenda, un viaggio nello spazio e nel tempo, tra le pietre e attraverso i secoli. La narrazione e’ stata affidata alle voci di Giorgio Musumeci e di Mario Luca Testa, alle musiche originali di Giuseppe Strazzeri e alle coreografie di Claudio Mantegna. Il poeta ha vissuto nella sua villa in contrada Camuti a Mineo. La sua giovinezza è stata caratterizzata dall’innamoramento per una giovane della nobile e potente famiglia Maniscalco. Dalla passione scaturirono i contrasti con la famiglia di quest’ultima che si risolvono con la reclusione nel carcere di Piazza Armerina “lu Casteddu” e successivamente presso la Vicaria di Palermo. In tale disgrazia, fu spontaneo per lui credente, ricorrere al modello supremo, il Cristo dell’agonia e della persecuzione, componendo un poemetto in forma epistolare che vuole essere meditazione, liberazione, esortazione e invocazione. La solitudine in cui fu costretto si trasformò in domande laceranti, a loro volta viaggio nel passato e nella viva piaga della sofferenza. È stato privato di tutto, tranne che di carta, penna e calamaio. Paura, preghiera, dolore fisico, sofferenza interiore, amore e tradimento dell’amicizia, silenzio di Dio e fiducia, si raggrumano come inchiostro sulla carta, in ciò che si riconoscono come versi.














